ceramiche de simone
Capodimonte
La scoperta dello sfortunato Bottger diede grande impulso alla produzione di porcellane in tutti i paesi. Nel 1738 Carlo di Borbone sposa Maria Amalia di Sassonia, nipote di Augusto il Forte, che aveva patrocinato la prima fabbrica di porcellana dura europea. Carlo volle avviare una produzione che fosse alla pari di quella, ormai famosissima, di Meissen e fece avviare i lavori per la prima fabbrica. Questa sorse poco distante dal suo palazzo, sulla collina di Capodimonte e venna quindi detta Real Fabbrica di Porcellana di Capodimonte. Furono addetti alla fabbrica pochi artigiani specializzati: Livio Vittorio Schepers e suo figlio Gaetano Schepers, Giovanni Caselli furono incaricati dell'impasto. Lo scultore fiorentino Giuseppe Gricci venne ingaggiato come modellatore. Il pittore Giuseppe Della Torre e l'intagliatore Ambrogio Di Giorgio chiudevano l'equipe artistica. Forono, come in tutti gli altri casi, necessari vari esperimenti per trovare la giusta formula della porcellana. Solo alla scoperta di un deposito di caolino presso Catanzaro fu, infine, possibile avviare una produzione venne ben presto considerata superiore a quella francese. Nel 1759, tuttavia, Carlo successe a Filippo V come Re di Spagna e diede ordine che tutta la produzione, artisti e operai inclusi, venissero in blocco trasferiti presso il Palazzo Reale di Buen Retiro, a Madrid. Qui la fabbricazione cessṣ nel 1808. Perduṛ inetterrotta, invece, a Napoli.Carlo di Borbone ebbe un figlio, Ferdinando. Questi successe al trono di suo padre in Napoli come Ferdinando IV Re di Napoli (1759-1816) e, successivamente, con il nome di Ferdinando I Re delle due Sicilie (1816-1825). Volle avviare una nuova produzione di porcellane, cosa che fece nel 1771 nella Reggia di Portici, e successivamente nel Palazzo Reale di Napoli. Naque coś la Real Fabbrica Ferdinandea le cui opere furono contrassegnate da una lettera N coronata, in colore azzurro. Il periodo di maggior splendore fu dal 1780 al 1799, tuttavia nel 1806 Napoli venne conquistata dai Francesi. Questi non avevano alcun interesse a mantenere una produzione in concorrenza con la loro e vendettero le attrezzature ad imprenditori locali, tra cui Giovanni Poulard-Prad. Questo permise alla zona di mantenere viva la sua tradizione artistica, fiorente ancora oggi e famosa per i suoi fiori in porcellana.
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